Referendiamoci: introduzione al Referendum

Cosa votiamo?

Cosa votiamo?

Torno a parlare del Referendum Costituzionale del prossimo 4 dicembre; ormai manca poco e, come detto in precedenza (REFERENDIAMOCI: Referendum Si – Referendum No), il carosello delle ospitate Tv non ha ancora -almeno in me- sciolto dei dubbi. Torno a dire e sottolineare la distinzione, fintamente palese, del SI=parte delle Sinistre – NO= le Destre, ma in molti di questi componenti schierati non persiste il senso del Necessario e dell’obiettività di idee.

Alla luce del testo appena letto, che ho provato a comprendere e interpretare, mi accingo a farvi conoscere quale sia la mia conclusione. Di sicuro questo testo referendario non è un gioco semplice, anche se in apparenza tale può sembrare, non tanto per il suo contenuto, quanto per il “troppo burocratese” con il quale è stato forbitamente agghindato.

Per una più agevole analisi e semplice lettura, per chi avrà modo di imbattersi in questo mio articolo, farò in modo che il testo sia diviso seguendo l’ordine delle modifiche al testo costituzionale originale; ciò vuol dire che scandirò i passaggi dei vari temi: 1- inserendo il tema di riferimento (es. Parlamento), 2- il titolo del testo costituzionale al quale appartiene (non tutti sanno che la nostra costituzione si divide in due parti e a loro volta in Titoli e in Sezioni). Essendo un lavoro lungo e complesso, che coinvolge più ambiti del nostro testo costituzionale, farò in modo di esaminare, nel merito e dettaglio, ogni punto cercando di costruire un’idea il più obiettiva possibile.

Buona lettura.

Nei prossimi giorni l’ultimo atto di questo articolo.

Attendo commenti sul mio blog e le vostre condivisioni sui vostri social per avere un confronto e allargare le nostre idee.

                                                                                                              Piero Sardo Viscuglia

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REFERENDIAMOCI: Referendum SI – Referendum NO

Che confusione

Che confusione

Il cruccio assillante delle ultime settimane: sarà giusto sarà sbagliato.

Nelle ultime settimane, ancor più negli ultimi giorni, spesso si parla di questo “necessario” Referendum Costituzionale. C’è lo schieramento del sì, che fondamentalmente appartiene al gruppo delle sinistre, e lo schieramento del no, che dovrebbe essere formato dalla rispettiva controparte: le destre.

Sostanzialmente io questa linea di demarcazione non riesco proprio a scorgerla: da un lato vedo i Renziani inseguitori del sì, anche se, nello stesso gruppo, emergono Democratici che sembrano essere tutt’altro che solidali; dall’altro i centristi e le destre che assolutamente voteranno NO, pur avendo anche loro voci stonate nel coro, ma che non hanno ancora esposto -a mio avviso- delle motivazioni valide.

C’è da precisare che uno schieramento vota esattamente (ovviamente non è di tutta l’erba un fascio) il contrario di quanto proposto dagli avversari semplicemente per partito preso, non per una valutazione obiettiva e costruttiva di quanto scritto e portato a votazione; questa è una pratica che ritengo ostruttiva e di poca lungimiranza della nostra classe dirigente che, spesso, non ha la benché minima preparazione per affrontare il compito per il quale “vogliono essere eletti”.

Non intendo dire che i nostri politici sono confusi, o non sanno quello che propongono, o non sanno quello che vogliono (quando si tratta delle tasche dei loro cittadini non hanno proprio nessun dubbio sul da farsi), ma solo constatare che ancora nessuno, seriamente, si sia cimentato nel contenuto effettivo del testo Referendario; in altre parole, non ho sentito un esponente politico esporre, in termini comprensibili ad ogni comune cittadino italiano, perché dovremmo votare ciò che ci propinano a scatola chiusa.

Mi chiedo: i nostri rappresentanti sanno perché sono schierati da un lato o l’altro della barricata? Conoscono il contenuto del testo Referendario? O stanno eseguendo la solita ballata?

Tornando al centro del nostro argomento, Referendum Si – Referendum No, è evidente come nell’unico spot pubblicitario, che viene mandato sulle emittenti nazionali, sia essenziale e necessario Votare Si. Da questo messaggio “Promozionale” sì evince che la vittoria del SI consentirebbe l’abbassamento del numero dei parlamentari e l’abbattimento dei costi politici; costi che risulterebbero comunque eccessivamente alti secondo i parametri retributivi degli altri politici europei e, soprattutto, esagerati per l’”INUTILE” sostentamento di questa “Delinquenziale” classe dirigente.

Un corpo politico che raramente siede su quegli scranni ma che percepisce Indennità – privilegi – vitalizi – Diarie che potrebbero essere meglio impiegate se spostate su interventi strutturali e a favore, PER UNA VOLTA, di una crescita EQUA verso il popolo sempre più distante da questa “Nobiltà di Filiera”.

In questo gioco tra potenti, o per meglio dire, in questo gioco di Quaquaraquà, è evidente come tra i Renziani vi sia una serrata volontà di occupazione di quelle vergognose poltrone che, senza la benché minima consultazione di “un popolo non più sovrano” ma per unica e sola Volontà di “Re Giorgio Napolitano”, gli sono state elargite. I Renziani stanno combattendo per il loro SI, per loro è necessario vincere per poter continuare sulla umile – filo-bancaria / anti-popolare – strada di riforme che hanno intrapreso con questo “Governo di Concessione”.

Renzi ha dichiarato che se vincesse il NO si dimetterebbe; Renzi ha dichiarato che sta lavorando perché il paese si rilanci; Renzi ha dichiarato che l’Italia sta risalendo la china: ma sarà vero tutto questo?

Beh che dire! Non credo che il nostro giovane Dittatore in concessione (o presunto aspirante) lascerà il timone della nave. È vero che l’Italia sta riemergendo dalle ceneri ma lo sta facendo con le proprie forze e non grazie ai lenti interventi di questo e, in particolare, degli ultimi governi nominati.

Sta lavorando per il nostro paese? Ebbene sì!

  • Distruzione della Buona scuola;
  • Sequestri di stato per accogliere senza avere tempi certi;
  • Salvataggi di banche a scapito di cittadini senza colpe;

si sta proprio lavorando.

E poi che dire! Renzi fa la voce grossa in Europa, fa parlare di sé, pretende, vuole (non è mica come uno dei buffoni suoi predecessori) ma non ottiene altro che un movimento, volontario, della sua codina dietro la dolcissima padroncina tedesca.

[i punti citati saranno trattati nei prossimi articoli]

Tutto questo per dire: ho deciso di leggere e commentare il testo Referendario; se alla fine di questa mia personale analisi reputerò il testo fondamentale per una più forte Italia, allora il mio sarà un netto SI; se il testo referendario presentasse inghippi, sotterfugi, o velate velleità accentratrici, allora sarà un nettissimo NO.

 

                                                                                       Piero Sardo Viscuglia

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Non sarò più bambino – estratto

«No… non voglio… che voi… voi non mi lascerete?»

Non fui abbastanza chiaro, mia madre non capì cosa volessi dire e io non fui nemmeno in grado di spiegarlo, continuavo a singhiozzare tra le lacrime, tenendo gli occhi chiusi, come se davanti a me non ci fosse nessuno e mi trovassi ancora nell’incubo… solo.

«Ma… cos’hai sognato di tanto brutto»

Riprese mia madre accarezzandomi il volto solcato da incessanti lacrime.

«Era brutto, tutto buio… ero solo, non so dove, e una voce brutta, cattiva, mi diceva:

“Non hai nessuno, sei qui con me… solo”

Era allegra, cantava e sembrava così vera»

Continuavo a singhiozzare nel dire quelle parole.

«No, tesoro non fare così… continua dai, non temere ci sono io ora qui con te»

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Quando Chiudo Gli Occhi

11/04/2001

Sono stanco,

chiudo un po’ gli occhi

e mi addormento.

Sto finalmente dormendo

ed inizio a sognare,

sto sognando mia madre…

sto sognando mio padre…

con loro ci sono anche io,

sono felice quando mi trovo con loro.

Ma so,

so che questo non è la realtà

ma solo un sogno,

un bel sogno

che vorrei non finisse mai.

Dormo…

dormo…

e continuerò a dormire per sempre.

 

Vi ripresento una delle mie primissime opere che fa parte della mia prima raccolta “Crescere: vent’anni”.

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INVOLUCRI DI GUERRA

E’ arrivato finalmente la raccolta di racconti dedicati alle guerre combattute dall’Italia nel corso del ‘900; un’analisi non di chi ai vertici decideva delle sorti del proprio popolo, ma un viaggio tra i ricordi, gli sguardi, gli orrori di chi la guerra l’ha vista, vissuta lontano dai documenti scritti che ne dettavano la logica cruenta e inutile:

“Nella mia lunga vita non ho mai visto un solo problema risolto dalla guerra” (Ettore Barnabei)

http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/racconti/268143/involucri-di-guerra/

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Riparte Premio Wilde

“Premio Wilde torna a casa”

Nato in sordina tra le stradine di Vercelli, oggi realtà letteraria in Europa.

“Premio Wilde” compie nove anni e torna a casa: Vercelli. Sarà la pittorica patria del riso ad adottare per l’edizione 2016 Wilde; premio letterario nato nel silenzio di un gelato, durante un’informale chiacchierata tra Daniele Cappa e Piero Sardo Viscuglia.

Daniele Cappa, padre di un premio familiare nel mondo. Daniele Cappa, presidente della Dreams Entertainment, autore di un satirico e irriverente racconto di coppia -“La Fatina dei Cornuti”-, racconta del suo incontro con un giovane autore con il quale da vita a “Wilde, premio internazionale della nuova letteratura”. «Incontro casuale ma ricco di intenti programmatici che stiamo coronando» dice Cappa «una passeggiata primaverile dalla quale non ci aspettavamo prendesse vita il nostro “Premio Wilde”».

Piero Sardo Viscuglia, da ex assessore a patron del premio più atteso dell’anno. Sardo Viscuglia non si aspettava che, lontano dalla sua Sicilia, avrebbe dato vita ad un’entità di cultura riconosciuta in tutto il mondo. «Incontrare Daniele è stato un momento illuminante; è riuscito a farmi credere in ambizioni che, per la mia giovane età, credevo sarebbero rimasti solo sogni» afferma l’autore di “Unico Testimone” l’ultimo noir all’italiana ambientato proprio a Vercelli. «Il progetto nasceva e ben presto lo battezzammo “Premio Wilde”, dedicandolo ad uno scrittore in cui io e Daniele abbiamo visto molto di noi».

Dopo aver girato l’Italia, dopo nove anni di attesa, Wilde approda nella sua Vercelli. Dopo essere stato accolto in location suggestive in Italia, premio Wilde 2016 torna nella sua città natale; Vercelli accoglierà il prossimo 3 dicembre l’evento finale  che, nella IX edizione ricchi eventi e illustri presenze della nostra cultura.

Wilde e i Jalisse, un amore consolidato. È la coppia di artisti che più promuove la cultura in musica ad aver adottato Wilde come uno strumento per conoscere e far conoscere il connubio artistico tra lettere e note. «Wilde 2016 vedrà i Jalisse in pole per un evento che coinvolgerà i nostri lirici» fa trapelare ancora Cappa.

Premio Wilde cresce: dopo i VIP European Awards, arriva la novellistica. «L’edizione IX° riserverà illustri sorprese sui premi Vip European Awards che anche nel 2016 saranno assegnati a personalità del mondo della cultura e dello spettacolo che si siano distinti nella trasmissione dell’”l’Italico Idioma”» dice Cappa  «ma non è tutto. Da quest’anno apriamo le porte anche alla novellistica. Pensiamo al meglio per i nostri artisti. Stiamo aprendo tavoli di trattative con delle editrici, più o meno grandi, che verranno coinvolte nel nostro progetto».

Wilde apre le danze alla nuova letteratura. Il nono anno di attività di premio Wilde avrà la capacità di brillare più delle passate edizioni. I patron dell’evento, Cappa e Sardo Viscuglia, sono fiduciosi che la cultura del nuovo millennio passa e passerà ancora per le penne degli autori che accordano la loro fiducia in Premio Wilde.

 

Per Contatti:

Premio Wilde Concorso Letterario Europeo

Largo Chatillon, 1 13100 Vercelli

Tel. 3338770397

E-Mail info@premiowilde.org

info.dreamsentertainment@gmail.com

Bandi http://www.premiowilde.org/Bando%20Poesia%20Tema%20Libero.html

http://www.premiowilde.org/Bando%20Saggi%20Romanzi%20Narrativa.html

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Unico Testimone

In una fredda mattina di inizio inverno, a Vercelli, tranquilla cittadina nel cuore della pianura Padana, una giovane donna -Lucrezia Laris, insegnante elementare- viene trovata brutalmente assassinata nel suo bilocale.  Nessun segno di effrazione. Nessun apparente segno di colluttazione. Unico Testimone un gatto nero.

Tocca al maresciallo Carlo Farris indagare. Amici e colleghi convergono su un unico nome: l’ex ragazzo della vittima. Troppi indizi, troppe persone sapevano. Farris tentenna sulla sua colpevolezza.

A complicare il puzzle, un nuovo omicidio: l’amico intimo della Laris viene trovato in un bagno di sangue.

Troppi moventi, tanti alibi a ruotare sugli ultimi istanti delle vittime, nessun colpevole.

Solo l’arrivo del rapporto della scientifica inizierà a far luce sulle indagini.

Dall’inchiesta emergeranno gelosie, ricatti, amori inconfessati e, scavando, l’unico responsabile di quelle brutalità.

Un giallo dai toni accesi che fino alla fine sospetterà di tutti ma nessuno sarà un sospetto.

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Si parte. Nuova avventura

Benvenuti a tutti.

In questo mio spazio voglio raccontare e vivere esperienze a cui assisto e che lasciano in me qualcosa che valga la pena di farvi conoscere.

Grazie

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