REFERENDIAMOCI: Referendum SI – Referendum NO

Che confusione

Che confusione

Il cruccio assillante delle ultime settimane: sarà giusto sarà sbagliato.

Nelle ultime settimane, ancor più negli ultimi giorni, spesso si parla di questo “necessario” Referendum Costituzionale. C’è lo schieramento del sì, che fondamentalmente appartiene al gruppo delle sinistre, e lo schieramento del no, che dovrebbe essere formato dalla rispettiva controparte: le destre.

Sostanzialmente io questa linea di demarcazione non riesco proprio a scorgerla: da un lato vedo i Renziani inseguitori del sì, anche se, nello stesso gruppo, emergono Democratici che sembrano essere tutt’altro che solidali; dall’altro i centristi e le destre che assolutamente voteranno NO, pur avendo anche loro voci stonate nel coro, ma che non hanno ancora esposto -a mio avviso- delle motivazioni valide.

C’è da precisare che uno schieramento vota esattamente (ovviamente non è di tutta l’erba un fascio) il contrario di quanto proposto dagli avversari semplicemente per partito preso, non per una valutazione obiettiva e costruttiva di quanto scritto e portato a votazione; questa è una pratica che ritengo ostruttiva e di poca lungimiranza della nostra classe dirigente che, spesso, non ha la benché minima preparazione per affrontare il compito per il quale “vogliono essere eletti”.

Non intendo dire che i nostri politici sono confusi, o non sanno quello che propongono, o non sanno quello che vogliono (quando si tratta delle tasche dei loro cittadini non hanno proprio nessun dubbio sul da farsi), ma solo constatare che ancora nessuno, seriamente, si sia cimentato nel contenuto effettivo del testo Referendario; in altre parole, non ho sentito un esponente politico esporre, in termini comprensibili ad ogni comune cittadino italiano, perché dovremmo votare ciò che ci propinano a scatola chiusa.

Mi chiedo: i nostri rappresentanti sanno perché sono schierati da un lato o l’altro della barricata? Conoscono il contenuto del testo Referendario? O stanno eseguendo la solita ballata?

Tornando al centro del nostro argomento, Referendum Si – Referendum No, è evidente come nell’unico spot pubblicitario, che viene mandato sulle emittenti nazionali, sia essenziale e necessario Votare Si. Da questo messaggio “Promozionale” sì evince che la vittoria del SI consentirebbe l’abbassamento del numero dei parlamentari e l’abbattimento dei costi politici; costi che risulterebbero comunque eccessivamente alti secondo i parametri retributivi degli altri politici europei e, soprattutto, esagerati per l’”INUTILE” sostentamento di questa “Delinquenziale” classe dirigente.

Un corpo politico che raramente siede su quegli scranni ma che percepisce Indennità – privilegi – vitalizi – Diarie che potrebbero essere meglio impiegate se spostate su interventi strutturali e a favore, PER UNA VOLTA, di una crescita EQUA verso il popolo sempre più distante da questa “Nobiltà di Filiera”.

In questo gioco tra potenti, o per meglio dire, in questo gioco di Quaquaraquà, è evidente come tra i Renziani vi sia una serrata volontà di occupazione di quelle vergognose poltrone che, senza la benché minima consultazione di “un popolo non più sovrano” ma per unica e sola Volontà di “Re Giorgio Napolitano”, gli sono state elargite. I Renziani stanno combattendo per il loro SI, per loro è necessario vincere per poter continuare sulla umile – filo-bancaria / anti-popolare – strada di riforme che hanno intrapreso con questo “Governo di Concessione”.

Renzi ha dichiarato che se vincesse il NO si dimetterebbe; Renzi ha dichiarato che sta lavorando perché il paese si rilanci; Renzi ha dichiarato che l’Italia sta risalendo la china: ma sarà vero tutto questo?

Beh che dire! Non credo che il nostro giovane Dittatore in concessione (o presunto aspirante) lascerà il timone della nave. È vero che l’Italia sta riemergendo dalle ceneri ma lo sta facendo con le proprie forze e non grazie ai lenti interventi di questo e, in particolare, degli ultimi governi nominati.

Sta lavorando per il nostro paese? Ebbene sì!

  • Distruzione della Buona scuola;
  • Sequestri di stato per accogliere senza avere tempi certi;
  • Salvataggi di banche a scapito di cittadini senza colpe;

si sta proprio lavorando.

E poi che dire! Renzi fa la voce grossa in Europa, fa parlare di sé, pretende, vuole (non è mica come uno dei buffoni suoi predecessori) ma non ottiene altro che un movimento, volontario, della sua codina dietro la dolcissima padroncina tedesca.

[i punti citati saranno trattati nei prossimi articoli]

Tutto questo per dire: ho deciso di leggere e commentare il testo Referendario; se alla fine di questa mia personale analisi reputerò il testo fondamentale per una più forte Italia, allora il mio sarà un netto SI; se il testo referendario presentasse inghippi, sotterfugi, o velate velleità accentratrici, allora sarà un nettissimo NO.

 

                                                                                       Piero Sardo Viscuglia

Informazioni su wp_4591263

Piero Sardo Viscuglia nasce ad Agrigento nel 1985. Si avvicina presto alla scrittura poetica; con la poesia ottiene i suoi primi successi. Si diploma in Socio-Psico-Pedagogia nel 2004 e l'anno successivo viene nominato Assessore presso il Comune di Racalmuto. Si trasferisce ventenne a Vercelli dove insegna nella scuola primaria fino al suo trasferimento a Roma dove vive ormai da anni. Nel 2007 esce "Non solo Parole" per la Nicola Calabria Editore. Ad esso segue il suo primo romanzo "Gli occhi del Gatto" edito nel 2009 da La Riflessione di Cagliari. Nel 2012, per il Centro Studi Tindari, esce la sua prima raccolta poetica "Crescere, 20 anni". Nel settembre 2015 il primo E-Book "Unico Testimone" edito per la Dreams Entertainment in esclusiva per Amazon. "Unico Testimone" esce adesso per "IlMioLibro" nella sua versione cartacea aggiornata
Questa voce è stata pubblicata in PARLIAMONE e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

1 risposta a REFERENDIAMOCI: Referendum SI – Referendum NO

  1. Salvatore scrive:

    Frate facci sapere se è importante il referendum , ciao

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.